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MASTER OPERATORE PSICO-PEDAGOGICO DELLE TECNICHE ESPRESSIVE
Università degli Studi di Milano "Bicocca"
Città Milano
Costo 2000 €
Durata 15 Mesi
Stage SI

L’obiettivo fondamentale del Master Operatore psico-pedagogico delle tecniche espressive è quello di formare un operatore che, attraverso le tecniche espressive, possa favorire la socializzazione e il superamento di difficoltà relazionali e/o comunicative interpersonali all’interno di contesti specifici quali la scuola (integrazione in classe degli stranieri o dei disabili, ecc.), le strutture socio assistenziali (RSA con soggetti anziani, CSE con soggetti portatori di ritardo mentale, appartamenti protetti, comunità protette, ecc.).

La sua specificità non è la cura della patologia individuale, se e quando presente, ma, trascendendo da essa, favorire l’inserimento gruppale al fine di migliorare la qualità di vita, di relazione e di comunicazione dei fruitori di questi contesti.
Le tecniche espressive sono tecniche (arte, danza, musica, teatro – terapia) a mediazione non verbale finalizzate al sostegno della persona.
Il concetto sotteso al termine artiterapie deriva dalla associazione di due diversi
paradigmi:

  • l’arte, ed in questo caso ci si riferisce al prodotto artistico che è il risultato
  • dell’attività creativa che, a sua volta, prende origine da una ricerca di tipo estetico e/o espressivo (presente nella persona)
  • terapia che si riferisce all’atto di prendersi cura di un individuo al fine di favorire in lui il ritrovamento di una situazione esistenziale di benessere.

Invece per tecniche espressive a mediazione non verbale si intendono un insieme di
metodologie che traggono le proprie origine dal secondo canale di comunicazione
dell’essere umano e quindi dalla comunicazione non verbale, che rappresenta, dal punto di vista dell’evoluzione della nostra specie, il sistema di comunicazione interpersonale più antico e trasversale a tutte le culture.
Infatti ogni individuo può comunicare con i suoi simili utilizzando la parola e il suo contenuto (cioè la comunicazione verbale che è il primo canale di comunicazione) o il non verbale, e quindi, ad esempio, il tono di voce, i suoni, la gestualità, la mimica, la postura, l’espressione grafica o scultorea, l’abbigliamento, ecc. (che costituiscono il secondo canale di comunicazione).
Inoltre la comunicazione non verbale costituisce il sistema comunicativo dell’essere
umano che tende a rimanere integro, e quindi utilizzabile proficuamente, più a lungo
essendo deteriorato dal disagio psicofisico o dalla patologia, più tardivamente rispetto al linguaggio verbale.
Dal punto di vista storico le artiterapie nascono in ambito terapeutico agli inizi del secolo scorso ed è solo in epoca più recente che vengono utilizzate come il sostegno all’anziano per esempio con Malattia di Alzheimer, o nei portatori di handicap su base organica, o nei soggetti con Malattia di Parkinson, ecc. con una finalità di favorire la comunicazione e la relazione interpersonale.
Ed è ancora successivamente che le artiterapie iniziano ad essere applicate in ambito non terapeutico, ma preventivo (ad esempio in alcuni centri di aggregazione giovanile) o, in maniera ancor più svincolata dalla patologia, vengono applicate per sviluppare la creatività e favorire i processi di crescita, all’interno di alcune scuole dell’obbligo.
Chiarito il contesto all’interno del quale queste tecniche vengono applicate, esistono elementi specifici alle singole tecniche ed elementi trasversalmente presenti in ognuna di esse, come per esempio l’attenzione e l’interesse dell’operatore espressivo è volta al “processo creativo” e non solo al prodotto creativo (l’opera) perché quest’ultimo costituisce semplicemente il risultato oggettivo e visibile di qualcosa che nasce all’interno del soggetto. Qualcosa che è il prodotto di una ricerca (ad esempio cosa rappresento e come lo disegno) che induce un cambiamento tra un “prima” e un “dopo” e che può modificare, in maniera più o meno significativa, il rapporto dell’individuo con la realtà che lo circonda.

Destinatari
Laurea in Scienze della Formazione Primaria, Lauree triennali in Scienze dell’educazione, Lauree triennali afferenti alla Facoltà di Medicina e Psicologia, Lauree Specialistiche afferenti ai medesimi corsi di laurea, Lauree e Diplomi Universitari secondo il vecchio ordinamento ed afferenti alle medesime aree, Lauree e Diplomi dell’Accademia delle Belle Arti, del Conservatorio e ISEF.

Sbocchi occupazionali
Il Master Operatore psico-pedagogico delle tecniche espressive intende rispondere ad un’esigenza, fortemente presente sia all’interno della scuola che delle strutture socio – assistenziali, di disporre di operatori ed
operatrici che siano in grado sia di riconoscere situazioni di disagio relazionale e
comunicativo all’interno di contesti gruppali, sia di utilizzare adeguati strumenti per predisporre progetti e percorsi di interventi e verificarne l’efficacia. Il panorama formativo attuale in Italia non prevede corsi finalizzati a formare una figura professionale di questo tipo la cui utilità all’interno delle strutture sopraccitate è però auspicabile.
L’operatore di tecniche espressive potrà svolgere la propria attività solamente in contesti di piccolo e medio gruppo, non potrà invece strutturare interventi individuali riservati al lavoro di sostegno, nel caso della scuola, o al lavoro di terapia, nel caso dei contesti socio – assistenziali o terapeutici.
Il gruppo si pone come uno spazio sociale protetto all’interno del quale il soggetto può vivere l’incontro con l’altro in modo meno ansiogeno, imparando ad intraprendere delle relazioni interpersonali più armoniche e soddisfacenti e sperimentare il senso di appartenenza, la condivisione, la reciprocità. Inoltre in esso il soggetto ha la possibilità di manifestare, riconoscere, decodificare, ed eventualmente modificare, i propri modelli comportamentali e relazionali grazie al rimando, positivo o negativo, che il gruppo gli rinvia divenendo un produttore di cultura alternativa.