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100 giorni alla Maturità: tradizioni e riti nell’infografica di UniCusano

L’università telematica “Niccolò Cusano” lancia l’infografica #100giorni alla maturità ed è subito nostalgia. Senza neanche pagare il biglietto, la mente parte e torna indietro ai lontani, interminabili – ma anche incredibilmente divertenti – giorni di scuola. Alle gite di classe, all’ansia per il compito dell’indomani, alle centinaia di pagine di schemi vergate prima di ogni interrogazione, agli sguardi complici tra compagni, alla solidarietà nei momenti di difficoltà e a quell’unico periodo che in 5 anni è riuscito a unirci tutti e ad abbattere qualsiasi differenza socio-culturale: la maturità! Proprio a questa tappa, che coincide spesso con il raggiungimento del primo traguardo importante nella vita di una persona, e alle tradizioni che la precedono Unicusano ha dedicato la simpatica infografica che trovate in fondo all’articolo. Cominciamo dal principio. Vi siete mai chiesti qual è l’origine della ricorrenza dei 100 giorni e perché festeggiarli sia diventata una prassi ormai comune nelle scuole di tutta Italia? Non sembra un pochino assurdo anche a voi fare festa ancor prima di aver sostenuto un esame?…
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Inglese? L’Italia non lo parla. La fotografia di EF sulla conoscenza dell’inglese in Europa nel 2015

Nella classifica che ordina i Paesi per livello di competenza nella lingua inglese, sul podio trionfano svedesi, olandesi e danesi. Gli italiani invece, sono agli ultimi posti tra i Paesi europei. L’Italia, nel 2015, si attesta al 28° posto nel ranking mondiale delle 70 nazioni in esame, dopo Paesi come la Spagna e la Germania ma prima della Francia, con un lieve peggioramento rispetto al 2014, quando era al 27° posto. Questo è il quadro che emerge dai dati forniti da EF English Live, che dal 2007 monitora annualmente i cambiamenti connessi alla conoscenza della lingua inglese in diversi Paesi (ad oggi 70). L’Europa conferma il suo posto in testa all’indice, registrando i livelli di competenza più alti. I risultati migliori sono quelli ottenuti dall’Europa Settentrionale e da quella Centrale, le quali hanno via via rafforzato il proprio status. La Francia si distingue dal resto d’Europa per il suo basso livello di competenza d’inglese e si dimostra, in realtà, così indietro rispetto ai suoi vicini che il suo livello di…
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Master in Risorse Umane? ELIS risponde con HR Academy

Non la solita teoria stile università italiana, ma una concreta formazione professionale che consente di conoscere e approfondire tutti gli aspetti che gravitano intorno al variegato mondo delle Risorse Umane e acquisire uno stile comportamentale e un linguaggio consoni al ruolo. Nessuna definizione sarebbe più calzante per il Master HR Academy dell’ELIS Corporate School, il programma pensato dalla scuola di formazione aziendale del centro ELIS per i laureati in materie umanistiche, giuridiche ed economiche che aspirano a lavorare nel campo HR. L’organizzazione didattica del corso, la metodologia d’insegnamento e lo studio di casi aziendali reali rende il Master ELIS uno dei più completi in Italia nella categoria Master in Risorse Umane. Dite che stiamo esagerando? Giudicate voi stessi leggendo quelli che secondo noi sono i punti di forza del percorso formativo:
  1. Approccio learning by doing. Il taglio del Master HR Academy è pratico e concreto in ogni fase. Attraverso testimonianze, progetti aziendali e un’esperienza internazionale in cui la possibilità di perfezionare la conoscenza dell’inglese e confrontarsi con grandi realtà
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Master in Comunicazione Digitale: perché scegliere ELIS

Quanti di voi hanno scritto almeno una volta sulla pagina Facebook di un brand? Quanti hanno interrogato Google alla ricerca di recensioni e opinioni sui prodotti di proprio interesse? Quanti ancora hanno acquistato online o cliccato su un annuncio sponsorizzato? Secondo l’ultima indagine di Audiweb, gli italiani online nel 2015 sono stati 41 milioni (più dell’86% della popolazione totale!) e la fascia d’età delle persone che accedono a Internet è compresa tra gli 11 e i 74 anni. Ma avete mai pensato alla possibilità di fruire di Internet e delle sue straordinarie potenzialità da protagonisti, da attori – più che fruitori – della comunicazione? In una fase in cui l’online ha cambiato (e continua a cambiare) il modo di comunicare delle persone, conoscere, saper cogliere e sfruttare le opportunità offerte dai digital media diventa prioritario per le aziende, sempre più alla ricerca di figure qualificate in grado di progettare, pianificare e gestire una strategia di presenza online mirata, efficace e multicanale. Secondo un recente studio realizzato da Michael Page, infatti, il numero di posti di…
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Erasmus: il ritratto di una generazione in una infografica

Chi ha fatto l’Erasmus alzi la mano! Se anche voi pensate che passare un periodo nei Paesi dell’Unione Europea debba essere obbligatorio non solo per gli studenti, ma anche per i taxisti, gli idraulici e i lavoratori per integrarsi e confrontarsi con una realtà diversa dalla propria, non potrete fare a meno di condividere la nuova infografica dell’università telematica “Niccolò Cusano”. In occasione del 29° anno dall’istituzione dell’Erasmus, un rito di passaggio ormai comune a moltissimi giovani in Europa, l’Università ha condotto uno studio per identificare l’impatto sul piano personale, sociale e occupazionale di questo lungimirante progetto. I dati sono stati raccolti nell’interessante infografica Erasmus, il ritratto di una generazione che trovate in fondo all’articolo. Come potete vedere, al programma di scambi universitari internazionale va il merito non solo di aver creato la prima generazione di europei, ma anche di portare gradualmente i cittadini del vecchio continente verso la formazione di una vera e propria identità europea. L’avreste mai detto che dal 1987 a oggi circa un milione di bambini sono nati…
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Giovani italiani in UK: ecco le 7 regole del bon ton inglese in ufficio

Sapevate che la Gran Bretagna è il Paese che accoglie il numero maggiore di immigrati italiani ogni anno? Ogni anno sono in circa 13mila ad attraversare la Manica alla ricerca dell’occasione di lavoro della vita, o semplicemente di nuove avventure ed esperienze. Solo Londra, al primo posto fra le città del mondo in cui si vive e lavora meglio, ospita ben 250mila italiani, l’equivalente della popolazione di una città come Verona, configurandosi così come la 13° città italiana per numero di abitanti. Per favorire l’integrazione culturale tra italiani e inglesi in un contesto lavorativo britannico, l’Università Niccolò Cusano ha realizzato il video Le 7 regole del bon ton inglese in ufficio a misura di italiano, un contenuto davvero creativo che evidenzia i più comuni errori in cui i giovani aspiranti lavoratori italiani potrebbero incappare nel mondo del lavoro made in UK. Un esempio su tutti: nella cultura anglosassone è bene evitare l’eccessivo contatto fisico, soprattutto in ambiente lavorativo. In questo caso, l’impiegato italiano descritto nel video ignora il particolare…
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4 elementi di Comunicazione Non Verbale da considerare in un Colloquio di Lavoro

Avete mai riflettuto sull’importanza di sorridere durante un colloquio di lavoro? Che sia per telefono, su Skype o vis-à-vis, mostrare la vostra personalità e il vostro mood durante un colloquio di lavoro può aiutarvi a creare una connessione con l’intervistatore e a trasmettergli il vostro entusiasmo per la posizione. Il segreto per vincere quella condizione di timore e di nervosismo che spesso può essere d’ostacolo nel far emergere il vostro interesse e talento è essere voi stessi. Sempre con un certo contegno e rispetto per la situazione in cui vi trovate, ovviamente. Più che su cosa dire o non dire durante un colloquio di lavoro, in questo articolo ci soffermeremo sul peso che la comunicazione non verbale può avere sull’esito dell’intervista e su come gesti, espressioni del volto e movimenti possano concorrere alla formazione di una determinata idea di voi nella mente dell’interlocutore. Studi di neurolinguistica hanno dimostrato che il linguaggio del corpo è molto importante durante un colloquio a due: da un’indagine di Robert Half, in particolare,…
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Specializzarsi al Sud: l’offerta formativa post laurea dell’IPE di Napoli

Chi l’ha detto che per ottenere una formazione post universitaria di qualità occorre necessariamente spostarsi al Centro-Nord, lo spazio in cui per convenzione si identifica la massima concentrazione del sapere e delle opportunità lavorative della nostra nazione? Qualche volta anche il flusso discendente o la fiducia nelle opportunità che anche la propria terra offre possono essere proficue e gratificanti. Soprattutto se scegliete di perfezionare i vostri studi universitari con uno dei master erogati dall’IPE di Napoli, l’Istituto per ricerche ed attività educative fondato nel 1979 da un gruppo di docenti universitari, professionisti e imprenditori con lo scopo di “contribuire all’accesso dei giovani all’educazione, alla cultura e al lavoro” (art. 1 dello Statuto). Legalmente riconosciuto dal Ministero dell’Istruzione e socio ordinario Asfor (Associazione Italiana per la Formazione Manageriale) dal 2012, l’Istituto affianca alla realizzazione di iniziative di formazione destinate a neolaureati l’attuazione di attività di orientamento per i maturandi, l’organizzazione di convegni scientifici, la realizzazione di corsi di aggiornamento per i docenti, la pubblicazione di ricerche e la gestione di…
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Giovani e occupazione: quale lavoro fare? Lo svela il Job Test di Unicusano